Intestino e mente: come comunicano tra loro

Per anni abbiamo considerato l’intestino solo come un organo per la digestione, ma oggi sappiamo che è molto di più. È strettamente collegato al cervello e gioca un ruolo fondamentale nel nostro benessere mentale ed emotivo.

L'asse intestino-cervello

Intestino e cervello sono più uniti di quanto possiamo immaginare. A connetterli c’è il cosiddetto asse intestino-cervello (gut-brain axis), una complessa rete di comunicazione bidirezionale tra il sistema nervoso enterico (dell’apparato gastrointestinale) e il sistema nervoso centrale.

Il mezzo di collegamento più veloce è il nervo vago, un canale diretto in cui transitano moltissime informazioni importanti. Parte dal tronco encefalico e raggiunge quasi tutti gli organi interni, intestino compreso.

Dall’alto verso il basso il cervello lancia diversi segnali per gestire la digestione in base allo stato emotivo. E tutto ciò accade anche in senso opposto. Ciò che è sorprendente è la sua asimmetria: circa l'80% delle fibre del nervo vago trasmette informazioni dall'intestino verso il cervello, e solo il 20% nel senso opposto. Siamo, dunque, molto più "guidati" dal basso di quanto si creda.

Questa comunicazione avviene anche attraverso canali differenti: i neurotrasmettitori, le cellule immunitarie, gli ormoni e le molecole prodotte dai batteri intestinali.

Il risultato è un dialogo costante, ciò che accade nell’intestino può influenzare tanto l'umore e viceversa, tanto l'ansia quanto l'infiammazione. Ed è per questa ragione che spesso le situazioni di forte stress possono causare disturbi gastrointestinali.

Stress, emozioni e pancia

È molto comune avere il cosiddetto “stomaco chiuso” per l’ansia, con la sensazione di morsa prima di un esame o un qualsiasi momento importante, oppure sentire un “nodo alla pancia” quando si è stressati. Non è solo una sensazione “immaginaria”: è la manifestazione concreta della comunicazione tra cervello e intestino.

Lo stress infatti attiva l'asse ipotalamo-ipofisi-surrene, che libera cortisolo e adrenalina. Questi ormoni alterano la motilità intestinale, modificano la composizione del microbiota e aumentano la permeabilità della parete intestinale.

Al contrario, uno stato infiammatorio cronico a livello intestinale, spesso favorito da dieta scorretta, disbiosi o infezioni, può contribuire a stati d'ansia, irritabilità e depressione attraverso l'invio di segnali pro-infiammatori al cervello.

L’importanza del microbiota intestinale

All'interno del nostro intestino vivono miliardi di microrganismi (i cosiddetti batteri “buoni”): il microbiota. Tra le funzioni più importanti troviamo:

  • Aiutare la digestione;
  • Contribuire al sistema immunitario;
  • Produrre sostanze chimiche che influenzano il nostro equilibrio psicologico.

Queste sostanze includono:

  • Serotonina: spesso definita come l’ormone della felicità. Circa il 90% di quest’ormone viene prodotto nell’intestino.
  • GABA e Dopamina: neurotrasmettitori che regolano l'ansia e il piacere.

Uno squilibrio della flora intestinale (disbiosi) è associato a nebbia cognitiva e difficoltà di concentrazione, ansia e irritabilità, disturbi del sonno e persino depressione.

Allo stesso tempo, condizioni psicologiche come ansia e stress cronico possono alterare il funzionamento intestinale, creando un vero e proprio circolo vizioso.

Come prendersi cura dell’asse intestino-cervello

Il nostro corpo invia spesso segnali chiari quando qualcosa non va nel modo corretto. Nel caso dell’intestino, alcuni campanelli d’allarme possono essere:

  • gonfiore frequente;
  • digestione lenta;
  • alterazioni dell’alvo (stipsi o diarrea);
  • stanchezza persistente;
  • cambiamenti dell’umore.

Questi sintomi, soprattutto se prolungati, meritano attenzione e, se necessario, un confronto con il medico. Per prevenire queste situazioni è buona abitudine:

  1. Mantenere un’alimentazione equilibrata.
    Prediligere fibre, frutta, verdura e alimenti fermentati aiuta il microbiota a mantenersi in salute.
  2. Ridurre lo stress.
    Tecniche come respirazione, mindfulness o attività fisica possono avere effetti positivi sia sulla mente che sull’intestino.
  3. Dormire bene.
    Il sonno è fondamentale per regolare i processi biologici, inclusi quelli intestinali.
  4. Attività fisica regolare.
    Favorisce la motilità intestinale e contribuisce al benessere generale.

La salute dell'intestino e quella della mente non sono obiettivi separati. Non è necessario attendere nuovi farmaci: gli strumenti più potenti a disposizione sono le buone abitudini presenti nella routine quotidiana, nella capacità di fermarsi e ascoltare ciò che il nostro corpo ci sta comunicando.