Quando uno studio diventa ambulatorio: cosa cambia davvero per il medico
Non per tutti gli studi medici è necessario trasformarsi in ambulatorio o poliambulatorio: molto dipende dal tipo di attività svolta e dal livello di organizzazione. Quando però si decide di ampliare servizi e professionisti coinvolti, è fondamentale capire cosa cambia a livello gestionale e normativo.
Studio o ambulatorio: le differenze
Spesso i termini ambulatorio e studio medico possono essere percepiti come sinonimi, ma in realtà si tratta di due attività giuridico-organizzative diverse. Le differenze hanno anche aspetti burocratici separati: autorizzazioni, requisiti di legge, responsabilità ed organizzazione del personale e con i pazienti.
Nella maggior parte dei casi lo studio medico privato è una struttura di piccole dimensioni, dove il professionista sanitario opera in autonomia, con un numero limitato di collaboratori. In questo caso prevale l’opera intellettuale del singolo medico.
L’ambulatorio invece è una struttura sanitaria più ampia, che può offrire prestazioni diversificate, accogliere un maggior numero di professionisti ed è soprattutto soggetta a regolamentazioni specifiche. Viene considerato una struttura organizzata, dove il fattore "impresa" (macchinari, personale, complessità gestionale) prevale o si affianca all'opera del singolo.
Requisiti strutturali e normativi
Per poter aprire uno studio medico può bastare una comunicazione di inizio attività (o una Segnalazione Certificata di Inizio Attività - SCIA), mentre gli ambulatori entrano nel regno dell'Autorizzazione Sanitaria, dovendo rispettare specifici requisiti edilizi ed igienico-sanitari.
- Requisiti strutturali
Metrature minime, abbattimento totale delle barriere architettoniche (Legge 13/89), impianti a norma con verifiche periodiche stringenti. Deve essere dotato di spazi adeguati per accogliere i pazienti e gestire attesa e visite.
- Sicurezza sul lavoro
L'applicazione del D.Lgs 81/08 diventa molto più rigorosa, includendo la redazione del DVR (Documento Valutazione Rischi) e la sorveglianza sanitaria per i dipendenti. La sicurezza antincendio diventa un aspetto obbligatorio e valutato dalle autorità competenti. - Gestione del rischio
In un ambulatorio, la complessità delle procedure (spesso di tipo chirurgico o invasivo, seppur ambulatoriale) richiede standard di sicurezza elevati. Un corretto smaltimento dei rifiuti diventa fondamentale, soprattutto in caso di gestione di rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo. - Privacy e GDPR
Non si gestiscono più solo "schede pazienti", ma flussi di dati che coinvolgono personale amministrativo, infermieri e altri consulenti. La protezione dei dati deve essere strutturale (Privacy by Design) e vanno implementati software di gestione appuntamenti e cartelle cliniche e appositi sistemi per la fatturazione elettronica.
L'aspetto fiscale
Il passaggio ad ambulatorio spesso coincide con la creazione di una società (SRL o STP). Questo comporta:
- Una contabilità più complessa.
- La gestione dell'IVA (ove applicabile su prestazioni non strettamente cliniche).
- Una diversa gestione della responsabilità civile, che si sposta dal singolo alla struttura (con polizze assicurative ad hoc) perché il rischio aumenta con le attività erogate.
Se l’ambulatorio è una società, decade la figura del "titolare" e compare quella del Direttore Sanitario, responsabile della qualità dei servizi e della deontologia all'interno della struttura.
Organizzazione del lavoro e del personale
In uno studio medico tradizionale, l’attività ruota quasi sempre attorno a un unico professionista, con una gestione snella e spesso informale di appuntamenti e flussi di lavoro.
Negli ambulatori e poliambulatori invece possono operare più professionisti contemporaneamente, anche di discipline diverse (ad esempio specialisti, fisioterapisti, infermieri), ciascuno con esigenze operative specifiche e responsabilità definite. Questo implica il coordinamento di agende multiple, la gestione condivisa degli spazi e delle attrezzature, oltre alla definizione chiara di ruoli e competenze.
Dal punto di vista contrattuale, possono essere presenti collaboratori con partita IVA oppure personale dipendente: in entrambi i casi entrano in gioco aspetti amministrativi, previdenziali e assicurativi che richiedono una gestione strutturata.
Anche l’accoglienza dei pazienti diventa parte integrante dell’organizzazione: front office, gestione delle prenotazioni, tempi di attesa, flussi tra sala d’attesa e ambulatori devono essere pianificati con attenzione. L’ambulatorio, di fatto, funziona come una piccola realtà aziendale sanitaria, dove la qualità clinica deve integrarsi con efficienza organizzativa.
